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Phishing su larga scala: 347.000 clienti Trezor a rischio dopo la violazione di Brevo

redazione2 min
Attacco phishing Trezor

In Breve

Cosa è successo con Trezor?
Un attacco a Brevo ha esposto 347.000 clienti Trezor a email di phishing.
Qual è il rischio associato a questo attacco?
I clienti potrebbero essere indotti a rivelare la password di backup del portafoglio.
Cosa ha fatto Trezor dopo l'incidente?
Ha avviato una rivalutazione delle relazioni con i fornitori e ha avvertito i clienti.

Trezor, uno dei principali fornitori di portafogli per criptovalute, ha recentemente avvertito i propri clienti riguardo a un attacco informatico che ha coinvolto Brevo, il fornitore di servizi per l’invio delle newsletter. Questo attacco ha consentito ai criminali di inviare circa 347.000 email di phishing, contenenti un link dannoso che, se attivato, scaricava un’applicazione in grado di richiedere la password di backup del portafoglio. Questa password, se compromessa, consente a un aggressore di sottrarre in modo irreversibile i fondi sulla blockchain pubblica.

Le email inviate utilizzavano come oggetto la dicitura “Critical Security Alert: STM32 Entropy Vulnerability”, un tentativo di ingannare gli utenti e indurli a cliccare sul link malevolo. Brevo ha confermato che i criminali hanno avuto accesso a 138 account della sua piattaforma, sfruttando una vulnerabilità che ha permesso un accesso non limitato e erroneamente concesso a tutte le organizzazioni raggiungibili dagli account compromessi.

Trezor ha rassicurato i propri utenti, sottolineando che i suoi prodotti e il sistema di account non sono stati compromessi durante l’incidente. Tuttavia, l’azienda ha avviato una rivalutazione delle relazioni con i propri fornitori e ha avvertito i clienti che i loro indirizzi email potrebbero essere nuovamente utilizzati in futuri attacchi di phishing.

Questa non è la prima volta che Trezor si trova ad affrontare una violazione della sicurezza. Solo poche settimane fa, un altro partner logistico, ShipMonk, ha subito un attacco che ha esposto nomi, numeri di telefono, indirizzi email e indirizzi postali di almeno 81.000 acquirenti. A seguito di quella violazione, alcuni utenti hanno ricevuto lettere contenenti codici QR che aprivano pagine false, progettate per sottrarre la password del portafoglio.

La situazione attuale mette in evidenza i rischi associati alla compromissione dei dati detenuti da terze parti. I possessori di criptovalute e le persone con risorse significative sono sempre più esposti a minacce mirate, che possono includere anche aggressioni fisiche per estorcere password, note come “wrench attacks”.

In un contesto in cui la sicurezza informatica è fondamentale, è cruciale che gli utenti di criptovalute adottino misure di protezione adeguate. Si raccomanda di non cliccare su link sospetti e di utilizzare sempre misure di autenticazione a due fattori per proteggere i propri account.

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