Sostenibilità

La luce come alleata per aumentare la vitamina B9 negli ortaggi a foglia

redazione2 min
Ortaggi a foglia

In Breve

Come può la luce aumentare la vitamina B9 negli ortaggi?
Aumentando l'intensità luminosa durante la crescita, si favorisce l'accumulo di folati negli ortaggi a foglia.
Quali ortaggi sono stati studiati?
I ricercatori hanno analizzato la mizuna, la cicoria e il tatsoi.
Qual è l'importanza della vitamina B9?
La vitamina B9 è fondamentale per la sintesi del DNA e la divisione cellulare.

Una recente ricerca condotta dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), in particolare dall’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari con sedi a Bari e Lecce, ha rivelato risultati promettenti riguardo all’uso della luce per migliorare la qualità nutrizionale degli ortaggi a foglia. Pubblicata sulla rivista Scientia Horticulturae, lo studio ha dimostrato che aumentando l’intensità luminosa durante la crescita di giovani foglie e piccioli, è possibile favorire l’accumulo di folati, noti anche come vitamina B9, in varietà come mizuna, cicoria e tatsoi.

I ricercatori hanno esaminato diverse intensità di illuminazione e hanno scoperto che una corretta gestione della luce non solo incrementa il contenuto di vitamina B9, ma riduce anche la concentrazione di nitrati, sostanze che, sebbene presenti naturalmente negli ortaggi, possono risultare dannose se assunte in eccesso.

La quantificazione dei risultati è significativa: una porzione di 100 grammi di mizuna o tatsoi coltivate con questi parametri di illuminazione può fornire circa il 45% del fabbisogno giornaliero raccomandato di folati per un adulto e il 30% della quota suggerita per le donne in gravidanza. Questi dati evidenziano l’importanza di una dieta ricca di folati, particolarmente cruciale per la sintesi del DNA e la divisione cellulare, come sottolineato da Francesco Serio, ricercatore del CNR-ISPA.

La strategia di illuminazione proposta dai ricercatori si rivela particolarmente interessante per i moderni sistemi di produzione orticola, soprattutto in ambienti protetti e nell’agricoltura verticale, dove la gestione della luce può essere ottimizzata per massimizzare la qualità nutrizionale dei prodotti. Questo approccio non solo potrebbe migliorare la salute dei consumatori, ma anche sostenere pratiche agricole più sostenibili e produttive.

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