Banijay punta sull’espansione negli Stati Uniti: le strategie di Marco Bassetti
In Breve
- Quali sono le ambizioni di Banijay negli Stati Uniti?
- Banijay punta a espandere il proprio catalogo e garantire la proprietà dei contenuti per competere nel mercato americano.
- Quali sono i rischi legati all'espansione negli USA?
- Bassetti ha definito l'apertura di una produzione fisica negli USA come un'impresa non facile, evidenziando le sfide del mercato.
- Come si posiziona Banijay nel panorama dell'intrattenimento?
- Banijay è il primo studio indipendente al mondo e il maggiore produttore europeo di scripted, con ricavi di 4,3 miliardi di euro.
Marco Bassetti, CEO di Banijay, ha recentemente delineato le ambizioni della compagnia per l’espansione nel mercato statunitense. In un contesto in cui la competizione per i contenuti è in costante crescita, Bassetti ha sottolineato la necessità di aumentare il catalogo e di garantire la proprietà dei contenuti per affrontare le sfide del mercato americano.
Durante un’intervista, Bassetti ha chiarito che l’espansione negli Stati Uniti è un obiettivo realizzabile per il gruppo nei prossimi anni. Tuttavia, ha evitato di fornire scadenze specifiche o di annunciare potenziali acquisizioni. Ha anche messo in guardia sui rischi legati all’apertura di una produzione fisica negli Stati Uniti, definendola «un’impresa non facile».
Attualmente, Banijay non ha una produzione fisica negli Stati Uniti, ma il CEO ha evidenziato come il mercato oltreoceano offra opportunità significative, considerando la spesa globale per i contenuti. Con ricavi pari a 4,3 miliardi di euro, circa 170 società in 25 Paesi e quasi 20.000 ore di contenuti prodotti ogni anno, Banijay si considera il primo studio indipendente al mondo e il maggiore produttore europeo di contenuti scripted.
Il catalogo dell’azienda comprende 265.000 ore di contenuti, di cui il 52% in lingua inglese. Ogni anno, Banijay vende circa 110 titoli agli operatori di streaming, consolidando la sua posizione nel panorama dell’intrattenimento.
Inoltre, Banijay sta evolvendo verso una società di intrattenimento che comprende attività di distribuzione, digitale, eventi dal vivo e sport. Attualmente, la produzione rappresenta circa il 75% del fatturato dell’azienda, con l’unscripted che rimane la spina dorsale economica, generando profitti e cassa per sostenere investimenti in altri generi.
La crescita del gruppo è stata alimentata anche da acquisizioni strategiche, come quelle di All3Media e Balich Wonder Studio. Tuttavia, Bassetti ha sottolineato che l’approccio dell’azienda privilegia acquisizioni mirate, finalizzate a colmare gap di competenze, generi o mercati, per poi sfruttare la rete internazionale di Banijay.
Un tema cruciale sollevato da Bassetti riguarda i diritti di proprietà intellettuale. Ha affermato che «se tu non ce li hai, non puoi fare niente», mettendo in guardia sul rischio che senza proprietà intellettuale i cataloghi possano «morire». Ha evidenziato come le relazioni con le piattaforme spesso non consentano ai produttori di detenere i diritti e ha chiesto meccanismi di remunerazione che riconoscano risultati creativi straordinari.
In merito alla situazione industriale in Italia, Bassetti ha segnalato criticità specifiche, come i ritardi nei pagamenti da parte dei clienti e nella liquidazione del credito d’imposta, che erodono i margini di profitto, in particolare per i produttori più piccoli.
Infine, sull’intelligenza artificiale, Bassetti ha espresso riserve, definendola un’invenzione dai limiti ancora sconosciuti. Pur riconoscendo i vantaggi in termini di efficienza nelle funzioni di supporto, ha avvertito che la riduzione dei costi produttivi potrebbe tradursi in minori ricavi per i produttori se i risparmi non si traducono in valore aggiunto.

Il sindaco di New York invita a una riflessione critica sull’intelligenza artificiale