Economia

L’impatto del trasporto pubblico locale sull’economia italiana: uno studio rivela perdite miliardarie

•redazione•2 min
Immagine rappresentativa del trasporto pubblico locale

In Breve

Qual è il danno economico dell'assenza di trasporto pubblico locale in Italia?
Il danno economico stimato è di 26,2 miliardi di euro all'anno.
Quanto valore aggiunto produce il trasporto pubblico locale?
Produce un valore aggiunto diretto di 4,6 miliardi di euro all'anno.
Qual è l'impatto della riduzione del servizio di trasporto pubblico sull'accessibilità al lavoro?
Riduce l'accessibilità ai posti di lavoro in media del 26% a livello nazionale.

Un recente studio commissionato da Agens e realizzato dal Politecnico di Milano ha messo in luce l’importanza cruciale del trasporto pubblico locale (Tpl) per l’economia italiana. Secondo la ricerca, l’assenza di una rete di trasporto pubblico efficiente potrebbe comportare un calo medio della produttività nazionale dell’1,2%, con punte che arrivano fino al -3,1% nelle grandi aree urbane. Questo si traduce in un danno economico stimato di ben 26,2 miliardi di euro all’anno.

Il settore del trasporto pubblico locale è composto da oltre 800 aziende e movimenta circa 5 miliardi di passeggeri ogni anno. I ricavi complessivi del settore ammontano a 12,1 miliardi di euro, di cui il 70% proviene da fondi pubblici (8,4 miliardi) e il 29% dagli incassi di biglietti e abbonamenti (3,5 miliardi). Dopo aver sottratto i 7,5 miliardi spesi per beni e servizi necessari al funzionamento, il comparto genera un valore aggiunto diretto di 4,6 miliardi di euro all’anno.

In aggiunta, l’effetto sulle filiere di fornitura porta a un valore aggiunto indiretto stimato tra 3,6 e 7,8 miliardi di euro annui. Pertanto, il contributo complessivo del Tpl all’economia italiana è compreso tra 8,2 e 12,4 miliardi di euro, rappresentando circa lo 0,4%-0,6% del PIL nazionale. Ogni euro di valore aggiunto prodotto direttamente dal Tpl attiva tra 0,79 e 1,69 euro aggiuntivi per altre imprese del paese.

Lo studio analizza anche uno scenario “Tpl-down”, in cui la riduzione o l’assenza del servizio di trasporto pubblico ridurrebbe l’accessibilità ai posti di lavoro in media del 26% a livello nazionale, con riduzioni che arrivano tra il 70% e l’80% nelle aree urbanizzate ad alta densità. Una simulazione nell’area metropolitana di Milano ha mostrato che, durante l’ora di punta mattutina, verrebbero soppressi circa 54.000 spostamenti, lasciando circa 15.000 lavoratori impossibilitati a raggiungere il posto di lavoro.

Oltre ai benefici economici, il trasporto pubblico locale gioca un ruolo fondamentale nella sostenibilità ambientale. Una corsa di autobus è in grado di sostituire 40 auto, una corsa di metropolitana 600 auto e un treno regionale può sostituire 1.500 auto. Senza un’offerta collettiva, l’aumento della mobilità privata comporterebbe costi esterni aggiuntivi per la collettività, stimati in 9,6 miliardi di euro all’anno.

Gianpiero Strisciuglio, presidente di Agens e amministratore delegato del Gruppo FS, ha sottolineato che “ogni euro investito nel Tpl genera un ritorno immediato in termini di sostenibilità e vivibilità, riducendo circa 10 miliardi di euro all’anno di costi legati a traffico, incidenti e inquinamento”. Sostenere il trasporto pubblico significa rendere le città più moderne, i mercati del lavoro più aperti e le comunità più unite. In conclusione, Strisciuglio ha ricordato che “un biglietto del bus costa pochissimo rispetto a un pieno”.

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