Mattarella celebra il 50° anniversario del disastro di Seveso: un monito per la sicurezza ambientale
In Breve
- Qual è il significato del 50° anniversario del disastro di Seveso?
- Rappresenta un momento di riflessione sulla sicurezza ambientale e le responsabilità aziendali.
- Cosa ha detto Mattarella durante la cerimonia?
- Ha condannato l'irresponsabilità dei vertici aziendali e sottolineato l'importanza della sicurezza.
- Quali sono stati i principali effetti del disastro?
- Ha causato malattie tra i bambini e un esodo forzato dalla comunità.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha presieduto la cerimonia commemorativa per il 50° anniversario del disastro della diossina dell’Icmesa, tenutasi nel suggestivo Bosco delle Querce a Seveso. Accolto con applausi e una standing ovation, il Presidente ha voluto rendere omaggio a una delle pagine più drammatiche della storia italiana, sottolineando il dolore e le sofferenze causate dalla nube tossica che colpì la comunità nel 1976.
Prima di prendere la parola, Mattarella ha incontrato i giovani delle associazioni sportive locali, esortandoli a prendersi cura del parco come un’eredità per le future generazioni. La sindaca di Seveso, Alessia Borrioni, ha descritto la giornata come «il giorno del nostro riscatto», esprimendo gratitudine per la presenza del Presidente, che ha riconosciuto il dolore e la dignità della comunità.
Nel suo intervento, Mattarella ha ricordato le gravi conseguenze del disastro, che ha portato a un esodo forzato e a un aumento delle malattie, in particolare tra i bambini. Ha evidenziato il numero di circa 200 bambini colpiti da malattie della pelle e le gravi ripercussioni sulle donne in gravidanza. Ha anche reso omaggio ai soccorritori e a figure come Carlo Galante, che intervenne per limitare i danni.
Il Presidente ha condannato l’«intollerabile irresponsabilità» dei vertici aziendali, denunciando il ritardo nel fornire informazioni e la minimizzazione della presenza di diossina. Ha sottolineato la scoperta che nello stabilimento veniva prodotto triclorofenolo, una sostanza altamente pericolosa, evidenziando la necessità di una maggiore trasparenza e responsabilità nel settore industriale.
La cerimonia ha anche messo in luce i progressi compiuti nella bonifica dell’area e la ricostruzione del Bosco delle Querce, simbolo della resilienza della comunità e della ricomposizione dell’ecosistema. Mattarella ha ricordato le norme introdotte dopo il disastro, come la valutazione di impatto ambientale e le direttive di Seveso, ora parte della legislazione europea, sottolineando che il progresso tecnologico deve sempre servire l’uomo e le comunità.
Con fermezza, il Presidente ha respinto qualsiasi idea di scambio tra costi umani e vantaggi economici, invocando una risposta equilibrata da parte dell’Europa sulle questioni di sicurezza e rischio industriale. Ha concluso rendendo omaggio allo sforzo delle istituzioni e della comunità per la ricostruzione, ringraziando anche l’allora presidente Bassetti e il sindaco Rocca, affermando che la vita e il futuro sono tornati nelle mani della comunità.

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