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Ricoveri in reparti non appropriati: un rischio per la mortalità intraospedaliera

redazione2 min
Ricoveri ospedalieri

In Breve

Qual è il tasso di mortalità per i ricoveri fuori reparto?
Il tasso di mortalità per i pazienti ricoverati fuori reparto è del 9,5%.
Cosa comporta il ricovero in reparti non adeguati?
Comporta un aumento della frequenza di eventi avversi e può compromettere la continuità assistenziale.
Quali sono le proposte per migliorare la situazione?
Incrementare i posti letto di Medicina Interna e rafforzare gli organici medici e infermieristici.

Un recente studio prospettico italiano ha messo in luce un problema significativo nel sistema sanitario: il ricovero di pazienti in reparti non appropriati è associato a un aumento della mortalità intraospedaliera. I dati, provenienti dallo studio SISIFO promosso dalla FADOI e pubblicato nel Journal of Patient Safety, mostrano che il tasso di mortalità per i pazienti ricoverati almeno una notte fuori reparto è del 9,5%, rispetto al 4,4% di coloro che sono stati ricoverati direttamente in Medicina Interna.

Lo studio ha coinvolto 37 unità operative di Medicina Interna in tutta Italia e ha analizzato le condizioni di 2.056 pazienti. I ricoveri “fuori reparto” si riferiscono a quei pazienti dell’area medica che, pur necessitando di un ricovero in Medicina Interna, vengono temporaneamente collocati in altri reparti a causa della mancanza di posti letto. Questa situazione colpisce prevalentemente pazienti anziani e fragili, con più patologie e complessi bisogni assistenziali.

Il ricovero in reparti non adeguati è stato correlato a una maggiore frequenza di eventi avversi durante la degenza, inclusi cadute, delirium, incidenti terapeutici e altre complicazioni assistenziali. Tali fattori possono compromettere il monitoraggio clinico e la continuità assistenziale, oltre a ostacolare la comunicazione tra le équipe mediche e la tempestività degli interventi.

Rappresentanti della comunità degli internisti hanno sottolineato che «un letto non vale l’altro», evidenziando l’importanza del reparto di degenza, delle competenze del personale e della continuità assistenziale per i pazienti complessi. La situazione è aggravata da un contesto di sovraffollamento ospedaliero, riduzione dei posti letto e insufficiente sviluppo dell’assistenza territoriale, che tende a manifestarsi in modo più acuto durante i periodi di maggiore pressione sui Pronto soccorso.

Per affrontare questa problematica, sono state avanzate diverse proposte, tra cui l’incremento dei posti letto di Medicina Interna, il rafforzamento degli organici medici e infermieristici, la definizione di percorsi assistenziali dedicati ai pazienti temporaneamente ricoverati fuori reparto, la formazione del personale dei reparti ospitanti e una migliore gestione dei flussi dal Pronto soccorso con una maggiore integrazione dei servizi territoriali.

In conclusione, lo studio SISIFO evidenzia l’urgenza di rivedere le politiche di ricovero e assistenza per garantire che i pazienti ricevano le cure appropriate nei contesti adeguati, al fine di ridurre i rischi e migliorare gli esiti clinici.