Innovazione

L’Intelligenza Artificiale e la Crescita delle Vulnerabilità: Un Nuovo Scenario di Sicurezza

•redazione•2 min
Rapporto sulla sicurezza informatica e intelligenza artificiale

In Breve

Come sta influenzando l'IA la sicurezza informatica?
L'IA accelera la scoperta e la weaponization delle vulnerabilità, aumentando i rischi di sfruttamenti.
Qual è l'andamento delle vulnerabilità nel 2026?
Il numero di difetti segnalati è raddoppiato, passando da 5.045 a 10.740 nel corso dell'anno.
Quali sono le raccomandazioni per contrastare i rischi?
Si consiglia di adottare una gestione delle vulnerabilità basata su intelligenza e triage mirato.

Un recente rapporto del Google Threat Intelligence Group (GTIG) mette in luce un fenomeno allarmante nel campo della sicurezza informatica: l’intelligenza artificiale (IA) sta accelerando la scoperta di vulnerabilità e, in particolare, la rapida weaponization di falle già note. Questo sviluppo ha portato a un incremento significativo degli sfruttamenti in ambiente reale, con implicazioni serie per la sicurezza delle informazioni.

Nel corso del 2026, il numero di difetti segnalati è raddoppiato, passando da 5.045 a gennaio a 10.740 ad agosto. La media mensile delle vulnerabilità sfruttate è aumentata da 10,5 nel 2025 a 18 nel 2026. È importante notare che questo incremento non è principalmente attribuibile agli exploit zero-day, che sono aumentati solo marginalmente, da 8 a 11 al mese. Il rischio maggiore è legato alla più rapida trasformazione in exploit delle vulnerabilità n-day.

I ricercatori del GTIG avvertono che attori ostili stanno probabilmente utilizzando modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) e strumenti di IA per automatizzare l’analisi delle differenze tra versioni di prodotto, patch, annunci di divulgazione e codice proof-of-concept. Questa automazione consente una creazione accelerata di exploit per vulnerabilità già note, aumentando così il rischio di attacchi informatici.

Tuttavia, l’IA non è solo un’arma nelle mani degli attaccanti; può essere utilizzata anche dai difensori. Le vulnerabilità scoperte con l’ausilio dell’IA mostrano una percentuale maggiore di casi a impatto medio-alto. Infatti, tra quelle individuate con l’IA, il 50% ha portato a esecuzione remota di codice, rispetto al 26% del panorama complessivo.

Il rapporto fornisce esempi concreti di come una vulnerabilità individuata da un ricercatore assistito da IA sia stata sfruttata in pochi giorni dopo la sua divulgazione pubblica. Questi exploit sono stati utilizzati in campagne di escalation di privilegi, furto di dati e distribuzione di malware, evidenziando la rapidità con cui i rischi possono materializzarsi.

Per contrastare il rischio derivante dalla rapida scoperta e weaponization delle vulnerabilità, il GTIG raccomanda di privilegiare una gestione delle vulnerabilità basata su intelligenza e triage mirato. È fondamentale combinare difese di bordo focalizzate con automazione della mitigazione, piuttosto che adottare programmi di patching massivi e non prioritizzati.

Secondo le previsioni del GTIG, nel breve–medio termine, sia la scoperta che lo sfruttamento delle vulnerabilità continueranno a crescere, rendendo cruciale un approccio proattivo e strategico nella gestione della sicurezza informatica.

Prossimo articolo Manager utilizza intelligenza artificiale per valutazioni L’Intelligenza Artificiale nelle Valutazioni delle Performance: Un Nuovo Strumento per i Manager