Innovazione

LinkedIn Lancia l’Hiring Assistant in Italiano: Un Nuovo Strumento per i Recruiter

redazione3 min
LinkedIn Hiring Assistant

In Breve

Cos'è l'Hiring Assistant di LinkedIn?
È un assistente intelligente progettato per automatizzare attività ripetitive nel processo di assunzione.
Quali sono i benefici dell'Hiring Assistant?
Migliora l'efficienza nella selezione e aumenta la qualità delle assunzioni.
Come influisce sull'interazione tra recruiter e candidati?
Permette ai recruiter di dedicare più tempo alla relazione con i candidati e alla negoziazione delle offerte.

LinkedIn ha recentemente lanciato in italiano l’Hiring Assistant, un assistente intelligente progettato per supportare i recruiter nel processo di assunzione. Questo strumento si propone di automatizzare alcune delle attività più ripetitive del recruiting, come la definizione dei requisiti, la ricerca e l’analisi dei profili e il contatto con i candidati. Basato su segnali in tempo reale provenienti da una rete di oltre 1,4 miliardi di membri, l’Hiring Assistant mira a semplificare e rendere più efficiente il processo di selezione.

Negli ultimi anni, il mercato del lavoro ha subito notevoli cambiamenti. Le candidature globali per posizione sono praticamente raddoppiate dal 2022. In Italia, nel primo semestre del 2026, le imprese hanno programmato circa 2 milioni e 869mila assunzioni. Tuttavia, il 44,8% delle aziende prevede di incontrare difficoltà nel reperire il personale necessario. Inoltre, il 66% dei recruiter ha segnalato che è diventato più difficile collocare le persone giuste, mentre il 52% ha riferito una maggiore complessità nel trovare talenti qualificati.

In questo contesto, l’Hiring Assistant si propone di migliorare l’efficienza del processo di selezione. Lo strumento è in grado di identificare i requisiti richiesti, ricercare simultaneamente talenti, analizzare le candidature in base alle competenze richieste e preparare messaggi di contatto personalizzati. Per ogni profilo individuato, l’assistente fornisce dati che spiegano la corrispondenza con la posizione, lasciando però al recruiter la valutazione finale.

È importante sottolineare che, sebbene l’Hiring Assistant possa cercare, analizzare e formulare raccomandazioni, non prende decisioni autonome di assunzione, non esclude candidati dal processo e non sposta persone nella pipeline di selezione. Il recruiter umano ha il compito di definire gli obiettivi, stabilire e modificare i criteri e prendere le decisioni finali.

I risultati ottenuti grazie all’uso dello strumento sono promettenti: si registra un aumento medio dell’11% nelle assunzioni di qualità e un incremento del 18% nella cattura di professionisti altamente ricercati. A livello globale, i recruiter esaminano l’81% di profili in meno per individuare candidati qualificati, mentre il tasso di accettazione delle InMail supera del 66% quello dei metodi di sourcing tradizionali. Inoltre, si stima un risparmio di 1,5 ore per posizione nella fase di identificazione dei candidati più qualificati.

Marcello Albergoni, country manager di LinkedIn Italia, ha commentato: «In un mercato del lavoro sempre più complesso, il valore non sta soltanto nel fare recruiting più rapidamente, ma nel migliorare anche la qualità dell’incontro tra persone e opportunità». La versione in italiano dell’Hiring Assistant, già utilizzata in inglese a livello globale e impiegata da 80 aziende italiane, punta a rendere più naturale l’interazione con i recruiter, superando le ricerche per parole chiave.

Delegando operazioni routinarie a questo strumento, i recruiter possono dedicare più tempo alla relazione con i candidati, comprendere le loro aspirazioni e negoziare le offerte, senza sostituire il giudizio umano. Tuttavia, la recente vicenda delle dimissioni di Jacob Coxon da Anthropic e le sue preoccupazioni sull’evoluzione verso una superintelligenza hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale. L’Hiring Assistant definisce limiti d’uso volti a mantenere il controllo umano nel processo di selezione.

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