Le sfide dei produttori di barre in acciaio inox dopo la nuova salvaguardia Ue
In Breve
- Qual è l'impatto della nuova salvaguardia Ue sui produttori di acciaio inox?
- I produttori non hanno registrato miglioramenti significativi nell'attività e nella raccolta ordini.
- Come sono stati fissati i tagli per le barre inox?
- I tagli sono differenziati: -56% per il Regno Unito, -41% per la Svizzera e -27% per l'India.
- Quali sono le prospettive per il 2026 nel settore dell'acciaio inox?
- Il 2026 presenta risultati leggermente migliori rispetto al 2025, ma rimane sotto le aspettative.
A due mesi dall’entrata in vigore della nuova salvaguardia europea, i produttori di barre in acciaio inox in Italia si trovano ad affrontare un contesto difficile. Nonostante l’obiettivo della Commissione Europea fosse quello di ridurre di quasi 12 milioni di tonnellate i contingenti di acciaio destinati a Paesi extra-Ue, le aziende del settore non hanno riscontrato miglioramenti nell’attività e nella raccolta ordini.
Massimiliano Burelli, amministratore delegato di Cogne Acciai Speciali, ha dichiarato che gli impianti sono rimasti al 70% della capacità produttiva, una situazione che si protrae dalla scorsa estate. Le aziende contestano la revisione dei contingenti, che ha fissato tagli differenziati per le barre inox: -56% per il Regno Unito, -41% per la Svizzera e -27% per l’India, quest’ultimo paese che ha aumentato significativamente le sue esportazioni e continua a rappresentare una forte concorrenza.
Il nuovo meccanismo di assegnazione, concepito per limitare l’operatività di operatori che beneficiano di aiuti di Stato e operano in sovracapacità, non sembra in grado di ridurre in modo significativo l’accesso dell’India al mercato europeo. Inoltre, il volume effettivamente disponibile per l’India calerà solo del 19,8%, secondo i calcoli degli esperti del settore.
Una lettera firmata dai principali attori del comparto è stata inviata alla Commissione Europea lo scorso luglio, ma non ha ricevuto risposta. Nonostante ciò, è stata avviata un’interlocuzione con associazioni di categoria come Eurofer e Federacciai per richiedere una revisione della soglia di riduzione del free trade, in particolare per l’India, e un allineamento con quanto fatto per l’acciaio al carbonio.
Cogne Acciai Speciali, controllata dalla multinazionale taiwanese Walsin Liwha Corporation e con stabilimenti anche nel Regno Unito e negli Stati Uniti, sta subendo gli effetti della forte regionalizzazione dei mercati. Il Regno Unito ha imposto un dazio d’ingresso del 26%, mentre gli Stati Uniti applicano dazi al 50%, riducendo drasticamente l’accesso a questi mercati.
Nel 2025, sebbene la domanda sia aumentata, è stata in gran parte assorbita dalle importazioni, erodendo le quote di mercato dei produttori europei. Il 2026 sembra presentare risultati leggermente migliori rispetto all’anno precedente, ma rimane sotto le aspettative, con volumi contenuti nel comparto automotive e segnali positivi, seppur limitati, nei settori dell’energia, dell’aerospazio e del nucleare, dove la marginalità è alta.

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