Screening oncologici: oltre 7,6 milioni di persone escluse dai programmi di prevenzione
In Breve
- Quante persone sono escluse dagli screening oncologici in Italia nel 2024?
- Oltre 7,6 milioni di persone.
- Qual è il tasso di adesione agli screening mammografici?
- Il tasso di adesione è del 50% a livello nazionale.
- Quali sono le regioni con le adesioni più basse?
- La Calabria ha registrato le adesioni più basse, con il 15,2% per lo screening mammografico.
Nel 2024, la situazione degli screening oncologici in Italia si presenta critica: oltre il 54% della popolazione target, corrispondente a più di 7,6 milioni di persone, è rimasta esclusa dai programmi organizzati e gratuiti di screening per il tumore al seno, al collo dell’utero e al colon-retto. Questa analisi, condotta dalla Fondazione Gimbe e basata sui dati del Rapporto 2024 dell’Osservatorio nazionale screening, mette in luce un fenomeno preoccupante, soprattutto nelle regioni del Sud Italia.
Il rapporto evidenzia che, delle oltre 14,1 milioni di persone invitate a partecipare agli screening, solo 6,5 milioni hanno effettivamente aderito, con differenze significative tra le varie aree del Paese. A livello nazionale, l’adesione allo screening mammografico si attesta al 50%, con picchi del 74% nella Provincia autonoma di Trento e minimi del 15,2% in Calabria. Analogamente, lo screening cervicale ha registrato un’adesione del 51%, mentre la prevenzione del tumore del colon-retto ha visto una partecipazione complessiva del 33,3%, con valori estremi che vanno dal 64,1% della Valle d’Aosta al 4,5% della Calabria.
Assumendo un target di copertura del 90%, il mancato raggiungimento di questo obiettivo ha avuto conseguenze dirette sulla salute pubblica, impedendo l’identificazione di oltre 11.000 carcinomi mammari (di cui più di 2.300 invasivi di piccole dimensioni), quasi 9.700 lesioni precancerose del collo dell’utero, 4.700 tumori del colon-retto e circa 25.000 adenomi avanzati.
Il confronto con gli obiettivi comunitari rivela un divario significativo: l’Unione Europea ha fissato la copertura del 90% entro il 2025, mentre il Piano nazionale di prevenzione 2026-2031 prevede di raggiungere questo traguardo entro il 2029, con tappe intermedie del 70% nel 2027 e dell’80% nel 2028.
Un’indagine campionaria condotta nell’ambito del progetto ‘La Salute tiene banco’ ha rivelato che solo il 51,2% degli studenti delle scuole superiori è in grado di identificare correttamente i tre screening organizzati e gratuiti offerti dal Servizio sanitario nazionale, suggerendo una scarsa conoscenza dei programmi di prevenzione tra i giovani.
Secondo la Fondazione Gimbe, le adesioni ancora troppo basse e le profonde disuguaglianze territoriali compromettono l’efficacia degli screening. È quindi fondamentale rafforzare la capacità organizzativa delle Regioni, migliorare la comunicazione e l’informazione capillare, promuovere l’educazione sanitaria e coinvolgere attivamente i cittadini per aumentare la copertura, diagnosticare precocemente lesioni e tumori e ridurre l’impatto clinico e i costi per il Servizio sanitario nazionale.

Italiani e condivisione dei dati: il 49% è pronto a scambiare informazioni per vantaggi economici