Economia

Snam: Crescita dei Ricavi e Investimenti per la Sicurezza Energetica

redazione3 min
Immagine di Snam e investimenti energetici

In Breve

Quali sono i risultati finanziari di Snam per il primo semestre 2026?
Snam ha registrato un Ebitda di 1,6 miliardi di euro, un utile netto adjusted di 733 milioni e ricavi di 2,02 miliardi.
Qual è la guidance sul debito di Snam?
La guidance sul debito è stata migliorata a 18,9 miliardi di euro, con un miglioramento di 100 milioni rispetto al target precedente.
Qual è il livello di riempimento degli stoccaggi di Snam?
Il livello di riempimento degli stoccaggi di Snam è al 75% a fine luglio 2026.

Snam ha chiuso il primo semestre del 2026 con risultati finanziari solidi, che hanno portato a una revisione al rialzo della guidance sul debito. L’indebitamento netto è ora stimato a 18,9 miliardi di euro, con un miglioramento di 100 milioni rispetto al target precedente. Durante il periodo, l’Ebitda è cresciuto del 9,2%, raggiungendo 1,6 miliardi di euro, mentre l’utile netto adjusted è aumentato del 2,8%, attestandosi a 733 milioni di euro. I ricavi hanno mostrato un incremento del 9,3%, arrivando a 2,02 miliardi di euro.

Gli investimenti totali nel primo semestre sono stati pari a 1,6 miliardi di euro, con un incremento di 491 milioni rispetto allo stesso periodo del 2025. Tuttavia, l’indebitamento netto a fine semestre è risultato pari a 18,8 miliardi di euro, in aumento di 1,29 miliardi rispetto al 31 dicembre 2025, di cui 913 milioni riconducibili a operazioni non ricorrenti.

Agostino Scornajenchi, amministratore delegato di Snam, ha commentato i risultati sottolineando la resilienza del modello di business dell’azienda e la rigorosa disciplina finanziaria che ha permesso di migliorare il target di indebitamento netto. Scornajenchi ha anche evidenziato l’importanza degli investimenti per la sicurezza energetica nazionale e la diversificazione degli approvvigionamenti, con l’obiettivo di raggiungere un riempimento degli stoccaggi del 90% della capacità massima entro la fine del 2026. A fine luglio, il livello di scorte era già al 75%.

Nel primo semestre sono stati immessi nella rete nazionale di trasporto 32,47 miliardi di metri cubi di gas, in lieve diminuzione dello 0,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. La domanda di gas in Italia, invece, è aumentata a 33,08 miliardi di metri cubi, con un incremento del 0,4%, principalmente trainata dal settore termoelettrico (+4,1%).

I volumi di GNL rigassificati dagli asset integralmente consolidati sono stati pari a 5,32 miliardi di metri cubi, con un aumento del 2,29% rispetto al primo semestre 2025, grazie all’impianto Fsru di Ravenna e all’inclusione di Olt nel perimetro di consolidamento da marzo 2026. Le importazioni totali di GNL in Italia nel semestre si sono attestate a 10,5 miliardi di metri cubi, con un incremento del 5% e 110 discariche presso i cinque terminali nazionali.

La capacità complessiva di stoccaggio gestita dal gruppo è risultata pari a 18,2 miliardi di metri cubi, la più elevata in Europa. I volumi movimentati nello stoccaggio sono stati 9,69 miliardi di metri cubi, in calo del 18,4% rispetto al 2025 a causa di minori erogazioni e iniezioni. Le scorte presenti negli stoccaggi del gruppo al 30 giugno ammontavano a 12,22 miliardi di metri cubi, con un livello di riempimento a fine giugno intorno al 67%, superiore di 18 punti percentuali rispetto alla media europea. A fine luglio, il livello di riempimento è stato indicato al 75%, contro il 55% della media europea.

Scornajenchi ha concluso affermando che è fondamentale che anche gli altri Paesi accelerino l’accumulo di scorte in vista dell’inverno, sottolineando che gli stoccaggi sono una condizione necessaria ma non sufficiente per garantire la sicurezza energetica. È altrettanto importante la continuità delle forniture, la capacità di rigassificazione e la flessibilità della rete.

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