Economia

Le Banche Centrali e il Rischio di un Costo del Capitale Elevato e Prolungato

redazione2 min
Rappresentazione grafica delle banche centrali e del costo del capitale

In Breve

Qual è il rischio principale secondo Paolo Gesa?
Il rischio principale è che il costo del capitale rimanga elevato per un periodo prolungato.
Quali fattori influenzano l'attuale corsa dei rendimenti?
Le tensioni geopolitiche, le pressioni inflazionistiche e i timori sulla sostenibilità dei debiti pubblici.
Come si posiziona l'Italia rispetto ad altri Paesi europei?
L'Italia appare relativamente meglio posizionata grazie a una maggiore attenzione ai conti pubblici.

Le Banche Centrali e il Rischio di un Costo del Capitale Elevato e Prolungato

Paolo Gesa, amministratore delegato di Credito Lombardo Veneto, ha recentemente espresso preoccupazioni riguardo alla direzione delle politiche monetarie delle banche centrali. Secondo Gesa, il rischio principale non risiede in un singolo aumento dei tassi di interesse, ma piuttosto nella possibilità che il costo del capitale rimanga elevato per un periodo prolungato.

Questa situazione è il risultato di una combinazione di fattori, tra cui tensioni geopolitiche, il ritorno delle pressioni inflazionistiche e timori sulla sostenibilità dei debiti pubblici. Gesa prevede che le banche centrali adotteranno un atteggiamento prudente, ma restrittivo, e che un ulteriore rialzo dei tassi sia possibile. Tuttavia, il problema cruciale è la durata di una politica monetaria più onerosa.

L’inflazione attuale è in gran parte il risultato di uno shock energetico e geopolitico, che le politiche monetarie possono contenere nei loro effetti secondari, ma non risolvere alla radice. Inoltre, molti Paesi occidentali si trovano ad affrontare debiti e deficit elevati, costringendoli a emettere grandi quantità di titoli proprio mentre cresce il costo del finanziamento. Questo scenario aumenta il rischio che i mercati inizino a discriminare tra Paesi in base alla credibilità delle loro politiche fiscali.

Nonostante l’Italia parta da un debito pubblico elevato, Gesa sottolinea che il Paese è relativamente meglio posizionato rispetto ad altri grandi Paesi europei, grazie all’esperienza accumulata e a una maggiore attenzione recente ai conti pubblici. Al contrario, l’attenzione dei mercati si concentra soprattutto sulla Francia.

Per l’economia reale, tassi e rendimenti elevati comportano un aumento del costo del credito per famiglie e imprese, riducendo gli investimenti e aumentando la pressione sui bilanci pubblici. Per le piccole e medie imprese (PMI), diventa cruciale avere strutture finanziarie equilibrate, scadenze del debito coerenti con gli investimenti e adeguati margini di liquidità.

In conclusione, Gesa avverte che il rischio più significativo è quello di entrare in una fase prolungata di costo del capitale elevato in un’Europa che già cresce poco. Questa situazione potrebbe avere ripercussioni significative sulla stabilità economica e sulla crescita futura del continente.

Prossimo articolo Leonardo Maria Del Vecchio Leonardo Maria Del Vecchio Richiede Indagine sulla Governance di Delfin