Economia

Stallo della filiera dell’alluminio in Sardegna: il Mimit cerca soluzioni

redazione2 min
Filiera dell'alluminio in Sardegna

In Breve

Qual è la situazione attuale della filiera dell'alluminio in Sardegna?
La filiera è in stallo, senza progressi significativi dopo gli incontri al Mimit.
Cosa sta succedendo a Eurallumina?
Eurallumina è ferma dal 2009 e affronta il congelamento di fondi a causa delle sanzioni alla Russia.
Quali sono le prospettive per Sider Alloys?
Sider Alloys deve superare nodi burocratici per riprendere la produzione nello stabilimento di Portovesme.

La filiera dell’alluminio in Sardegna continua a trovarsi in una situazione di stallo, come emerso dagli ultimi due incontri tenuti martedì al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Questi incontri non hanno portato a soluzioni concrete per le aziende coinvolte, Eurallumina e Sider Alloys, che si trovano ad affrontare sfide significative.

Eurallumina, controllata dal gruppo russo Rusal, ha interrotto la sua attività di trasformazione della bauxite in allumina dal marzo 2009. Le sanzioni imposte alla Russia hanno portato al congelamento di fondi vitali per l’azienda, con Rusal che ha sospeso erogazioni verso la controllata per circa 2,4 milioni di euro al mese, bloccando anche un piano di rilancio che superava i 350 milioni di euro.

I sindacati hanno espresso un giudizio negativo riguardo all’esito degli incontri, segnalando ritardi nella gestione delle risorse destinate agli interventi ambientali e alle esigenze amministrative ordinarie. Inoltre, le difficoltà di comunicazione con Rusal continuano a rappresentare un ostacolo significativo.

Il Mimit ha avviato un approfondimento giuridico-legislativo per valutare le condizioni per una possibile amministrazione controllata e la nomina di un commissario ad hoc. La Regione Sardegna, dal canto suo, sta sollecitando un passaggio da una gestione emergenziale a una strategia industriale che possa garantire competitività, continuità produttiva e occupazione. È stata proposta l’idea di continuare il dialogo con l’attuale proprietà, ma anche di considerare un piano alternativo e valutare soggetti terzi per garantire la continuità dello stabilimento e attrarre nuovi investimenti.

Per quanto riguarda Sider Alloys, che ha rilevato lo stabilimento di Portovesme, dove veniva prodotto alluminio in pani e billette dall’ex impianto Alcoa, la questione della ripresa produttiva rimane aperta. È necessario superare nodi burocratici, aggiornare il piano industriale e sbloccare rapidamente l’Autorizzazione integrata ambientale.

Inoltre, sul piano energetico, è emersa l’esigenza di definire una politica strutturale che garantisca condizioni energetiche adeguate per la competitività a livello europeo, piuttosto che lasciare il prezzo dell’energia esclusivamente alla trattativa commerciale tra operatori.

In sintesi, la situazione della filiera dell’alluminio in Sardegna richiede un intervento deciso e coordinato da parte delle istituzioni e delle aziende coinvolte per superare le attuali difficoltà e rilanciare un settore strategico per l’economia dell’isola.

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