Economia

Anie avverte: il rischio di un vuoto dopo il Pnrr e la necessità di continuità negli investimenti

redazione2 min
Assemblea Anie Confindustria 2026 a Milano

In Breve

Qual è il timore espresso da Anie riguardo al Pnrr?
Anie teme che la conclusione del Pnrr possa lasciare un vuoto di domanda e risorse nel settore.
Qual è l'importanza di mantenere gli investimenti secondo Anie?
Mantenere gli investimenti è fondamentale per non disperdere gli effetti positivi attivati dal Pnrr.
Quali risultati ha ottenuto il settore elettrotecnico durante il Pnrr?
Il settore ha visto un aumento del valore aggiunto del 10% all'anno, superando il resto dell'economia.

Durante l’assemblea pubblica del 2026 di Anie Confindustria, svoltasi a Milano, è emerso un forte timore riguardo alla conclusione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Il presidente di Anie, Vincenzo de Martino, ha avvertito che il “dopo” non può essere un ritorno al passato, ma deve garantire continuità negli investimenti per non disperdere i risultati positivi ottenuti finora.

All’incontro, aperto dal presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, hanno partecipato rappresentanti istituzionali e esperti del settore. Anie rappresenta oltre 1.100 imprese, con 490.000 addetti e un fatturato di 118 miliardi di euro, e si trova in una posizione migliore rispetto alla media manifatturiera italiana. Infatti, nel 2025, la produzione manifatturiera ha registrato un calo dell’1,4%, mentre i settori dell’elettrotecnica e dell’elettronica hanno superato i livelli pre-pandemia di quasi 12 punti percentuali.

Nel primo semestre del 2026, il fatturato dei settori rappresentati da Anie è aumentato del 9% nominale, a fronte di un incremento del +3% della manifattura. I quattro mercati abilitati dalle tecnologie Anie—energia, edilizia, industria, infrastrutture e trasporti—hanno un valore di 930 miliardi di euro e un valore aggiunto diretto di 297 miliardi. Questi settori hanno rappresentato il 22% dei progetti del Pnrr, ricevendo il 63% dei finanziamenti disponibili.

Durante il periodo del Pnrr, il valore aggiunto di questi settori è cresciuto mediamente del 10% all’anno, a fronte di un incremento del 2,9% per il resto dell’economia. Una survey condotta da Anie e Teha su circa 200 imprese, rappresentative del 35% del fatturato del comparto, ha rivelato che l’80% di esse ha partecipato a progetti o gare legate al Pnrr. Per il 54% di queste imprese, il Pnrr ha generato oltre il 10% del fatturato previsto per il biennio 2024-2025, e per il 32% oltre il 20%.

Nonostante i risultati positivi, il 79% degli associati ha espresso preoccupazione per la fine del Pnrr senza ulteriori politiche di sostegno. Tra i risultati misurabili emersi dall’assemblea, si segnalano un aumento del 32% nella diffusione della fibra, un risparmio del 66% in energia primaria e un incremento del 25% nei chilometri di alta velocità. Tuttavia, permangono gap significativi, come quello delle competenze digitali, con solo il 54% degli adulti italiani che possiede competenze digitali, rispetto all’obiettivo europeo dell’80%.

Per Anie, la risposta a queste sfide deve passare attraverso l’integrazione della tecnologia con programmazione, semplificazione e rafforzamento del capitale umano. De Martino ha concluso affermando: «Occorre dare prospettiva agli investimenti; creare le condizioni affinché le aziende possano crescere, sostenute dalle competenze necessarie; fare della tecnologia una leva fondamentale della nostra competitività».

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