Economia

Crisi dell’Olio d’Oliva: Puglia e Calabria Richiedono Stato di Emergenza

redazione2 min
Giacenze di olio d'oliva in Italia

In Breve

Qual è la situazione attuale dell'olio d'oliva in Italia?
Oltre 200mila tonnellate di olio d'oliva sono invendute, creando una crisi nel settore.
Quali regioni stanno chiedendo aiuto?
Puglia e Calabria hanno richiesto uno stato di crisi per il settore dell'olio d'oliva.
Quali misure sono state proposte per affrontare la crisi?
Sono stati proposti aiuti allo stoccaggio privato e un bando per destinare olio agli indigenti.

L’industria dell’olio d’oliva in Italia sta affrontando una crisi senza precedenti, con giacenze invendute che superano le 200mila tonnellate. Queste scorte, accumulate tra frantoi e cooperative, sono il risultato di un’annata agricola che non ha visto la ripresa dei prezzi sperata. Le giacenze, stoccate all’inizio del 2025, rischiano di compromettere la raccolta della prossima annata, poiché frantoiani e industrie di trasformazione potrebbero trovarsi nell’impossibilità di ritirare la nuova produzione se le vendite non ripartiranno.

Puglia e Calabria, che insieme rappresentano oltre la metà della produzione nazionale di olio d’oliva, hanno ufficialmente richiesto al ministero dell’Agricoltura uno stato di crisi per il settore. La maggior parte delle giacenze è detenuta dai frantoi, imprese artigiane che non rientrano sotto la competenza del ministero dell’Agricoltura. Di conseguenza, il ministero ha coinvolto il ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ha mostrato disponibilità a discutere la crisi nei tavoli agroindustriali.

Coldiretti ha chiesto l’attivazione di un bando per destinare partite di olio extravergine agli indigenti, una misura che il sottosegretario con delega al settore, Patrizio La Pietra, ha dichiarato essere in fase di attuazione. Tommaso Loiodice, presidente dell’Unapol, ha descritto la situazione come “davvero difficile”, sottolineando come i frantoiani abbiano acquistato l’olio a prezzi che variavano tra i 7 e gli 8 euro al chilo lo scorso anno, mentre oggi le quotazioni si attestano sui 4-4,5 euro.

Il presidente Loiodice ha evidenziato anche l’impatto dell’aumento dei costi di gasolio e fertilizzanti, suggerendo che le opzioni per affrontare la crisi includano la richiesta di stato di crisi e l’attivazione del bando per gli indigenti. Tra le misure proposte c’è la riattivazione dell’aiuto allo stoccaggio privato, utilizzando i fondi dell’Ocm olio, che ammontano a circa 34 milioni di euro all’anno. Inoltre, è necessario un maggiore impegno lungo la filiera, coinvolgendo la grande distribuzione e promuovendo iniziative di valorizzazione del prodotto.

Loiodice ha anche contestato le rappresentazioni del comparto come caratterizzato da frodi diffuse, affermando che la maggior parte degli operatori rispetta le regole. La situazione attuale richiede interventi rapidi e coordinati per salvaguardare un settore fondamentale per l’economia delle regioni del sud Italia e per la qualità del prodotto italiano nel mercato globale.

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