Economia

Electrolux: Piano di Rilancio con Incentivi e Ammortizzatori Sociali

•redazione•2 min
Electrolux piano di rilancio

In Breve

Qual è il nuovo piano di Electrolux per l'Italia?
Electrolux propone uscite volontarie per 1.250 dipendenti e utilizzo di ammortizzatori sociali.
Cosa succederà allo stabilimento di Cerreto d'Esi?
La chiusura dello stabilimento è confermata, ma è previsto un progetto di reindustrializzazione.
Quali sono le priorità di Electrolux per il futuro?
Migliorare la competitività, ridurre i costi dell'energia e aumentare l'efficienza organizzativa.

Electrolux ha annunciato un significativo cambiamento nella sua strategia per il mercato italiano, ritirando i licenziamenti unilaterali e presentando un piano basato su incentivi all’esodo e sull’utilizzo di ammortizzatori sociali. Questo nuovo approccio prevede uscite volontarie per un totale di 1.250 persone in un arco di tre anni, suddivise in 600 impiegati e 650 operai.

Per gestire questa transizione, l’azienda farà ricorso alla cassa integrazione straordinaria, permettendo così di affrontare la revisione della produzione e dei prodotti in modo più sostenibile. Tuttavia, per lo stabilimento di Cerreto d’Esi, la chiusura rimane confermata. In questo contesto, Electrolux ha presentato un progetto di reindustrializzazione che mira a mantenere attiva la produzione e a garantire verifiche periodiche sull’avanzamento delle misure adottate.

In collaborazione con l’advisor Vertus, è stata avviata un’analisi di fattibilità, e sarà istituito un tavolo di lavoro che coinvolgerà le istituzioni locali e le parti sociali. L’azienda ha stanziato 90 milioni di euro per sostenere l’introduzione di nuovi prodotti, ponendo come priorità il miglioramento della competitività. Tra le misure indicate, vi è l’inserimento degli elettrodomestici nell’agenda europea, la revisione del CBAM, la riduzione dei costi dell’energia e una maggiore efficienza organizzativa.

Il Ministro Adolfo Urso ha evidenziato che le interlocuzioni avute a Bruxelles hanno portato a una disponibilità a intervenire sulla regolazione europea, auspicando l’avvio di un nuovo piano di rilancio che sia sostenibile e condivisibile da tutte le parti coinvolte.

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