Economia

Eni raddoppia l’utile netto nel secondo trimestre e annuncia un buyback di 3,4 miliardi

redazione3 min
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In Breve

Qual è l'utile netto di Eni nel secondo trimestre 2026?
L'utile netto adjusted di Eni è pari a 2,3 miliardi di euro.
Qual è il programma di buyback di Eni?
Il programma di buyback è stato incrementato a 3,4 miliardi di euro.
Come si prevede il dividendo per il 2026?
Il dividendo per il 2026 è confermato a 1,1 euro per azione, con un aumento del 5% rispetto al 2025.

Eni ha presentato i risultati del secondo trimestre 2026, evidenziando una crescita significativa con un utile netto adjusted pari a 2,3 miliardi di euro, raddoppiato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’utile proforma adjusted per il trimestre è stato di 5,4 miliardi, mentre per il semestre si attesta a 8,9 miliardi.

Il gruppo ha anche rivisto al rialzo le sue aspettative operative e la generazione di cassa per l’anno in corso, aumentando il programma di buyback a 3,4 miliardi di euro. Nel primo semestre, il flusso di cassa netto da attività operativa è stato di 5,7 miliardi, incluso 868 milioni di dividendi dalle partecipate. Il flusso di cassa netto ante variazione di circolante al costo di rimpiazzo adjusted è stato di 7,3 miliardi.

Eni ha registrato un incremento dell’indebitamento netto ante Ifrs16 di circa 1,74 miliardi, mantenendo un rapporto di indebitamento pro forma al minimo storico del 10%. La società ha confermato il dividendo per il 2026 a 1,1 euro per azione, con un aumento del 5% rispetto al 2025. Inoltre, prevede la possibilità di un dividendo straordinario da decidere in ottobre, a condizione che le condizioni di mercato rimangano favorevoli.

Per l’intero 2026, la generazione di cassa adjusted (Cffo) è stata rivista a 15 miliardi, basata su uno scenario con Brent a 85 dollari al barile e un prezzo del gas Ttf a 50 euro/MWh. I capex lordi sono confermati a 7 miliardi, mentre i capex netti sono previsti inferiori a 5 miliardi.

La produzione di idrocarburi nell’E&P è stata di 1,79 milioni di barili al giorno nel secondo trimestre, in aumento del 7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’utile operativo adjusted dell’E&P è salito a 4,8 miliardi, con un incremento del 97%, mentre l’utile netto adjusted del segmento ha raggiunto 2,2 miliardi, segnando un progresso del 57% nel semestre.

Il business Global Gas & Lng (GGP) ha riportato un utile operativo proforma adjusted di 468 milioni nel trimestre, con un incremento del 46%, e 783 milioni nel semestre, con un aumento del 24%. Tuttavia, il settore Power ha registrato un utile operativo proforma adjusted di 35 milioni nel trimestre, in calo del 47% rispetto al periodo di confronto.

Tra i satelliti della transizione, Plenitude ha conseguito un utile operativo proforma adjusted di 226 milioni nel trimestre, con un incremento del 70%, e un Ebitda proforma adjusted di 233 milioni, in calo del 9%. Plenitude ha confermato una capacità rinnovabile installata a fine anno di 6,5 GW e una base clienti di 11 milioni.

Enilive ha più che raddoppiato l’utile operativo proforma adjusted nel trimestre a 295 milioni, con un Ebitda proforma adjusted di 375 milioni, segnando un aumento del 79%. La capacità di bioraffinazione è indicata a 2,1 Mtpa, con ulteriori 1,5 Mtpa in costruzione.

Nella raffinazione, il risultato proforma adjusted è stato positivo per 80 milioni nel trimestre, in miglioramento rispetto alla perdita del periodo precedente. La chimica, gestita da Versalis, ha registrato una perdita operativa proforma adjusted di 65 milioni nel trimestre, anche se in miglioramento rispetto ai 184 milioni di perdita nel confronto.

L’amministratore delegato di Eni ha attribuito i risultati alla gestione industriale e finanziaria, al portafoglio diversificato e alla crescita dell’E&P. Ha citato lo sviluppo della joint venture Searah tra Indonesia e Malesia come un fattore chiave per valorizzare le scoperte di gas nel bacino di Kutei, insieme all’apporto crescente dei business legati alla transizione, che supportano la generazione ricorrente di cassa e la capacità di remunerare gli azionisti.

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