L’Iraq chiede un aumento delle quote OPEC dopo l’uscita degli Emirati Arabi Uniti
In Breve
- Perché l'Iraq sta chiedendo un aumento delle quote OPEC?
- L'Iraq richiede un aumento delle quote OPEC a causa della sua crescente insoddisfazione per le attuali limitazioni e dopo l'uscita degli Emirati Arabi Uniti dal cartello.
- Qual è l'importanza economica del petrolio per l'Iraq?
- Il petrolio rappresenta oltre il 50% del PIL reale dell'Iraq, rendendo l'economia del paese fortemente dipendente da questo settore.
- Cosa prevede il governo iracheno per le esportazioni future?
- Il governo iracheno prevede di triplicare le esportazioni di greggio attraverso un nuovo oleodotto Kurdistan-Turchia, aumentando le spedizioni a 770.000 barili al giorno.
Baghdad ha fatto sapere giovedì che l’Iraq sta chiedendo a OPEC di aumentare significativamente le sue quote di fornitura di petrolio. Questa richiesta arriva in un momento delicato, in cui il paese sta considerando l’idea di uscire dal cartello a causa di una disputa sulle quote.
Come secondo maggiore esportatore di petrolio all’interno di OPEC, l’Iraq ha un peso specifico notevole nelle decisioni del cartello. La situazione si complica ulteriormente dopo l’uscita degli Emirati Arabi Uniti, il terzo produttore del gruppo, avvenuta ad aprile.
Secondo quanto riportato da Reuters, l’Iraq starebbe valutando la possibilità di abbandonare OPEC. Un portavoce del ministero del petrolio iracheno ha avvertito che “dovrà essere presa una decisione riguardo alla permanenza o all’uscita” se le quote di produzione non verranno riviste.
In una nota successiva, il ministero del petrolio ha dichiarato che le notizie riguardanti la possibile uscita dell’Iraq da OPEC “non riflettono la posizione ufficiale del governo iracheno”. Tuttavia, ha sottolineato l’importanza di rivedere le quote di produzione di petrolio.
Attualmente, l’economia irachena è fortemente dipendente dal petrolio, e la sua vulnerabilità è emersa con maggiore chiarezza da quando è iniziata la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran il 28 febbraio. Questa situazione ha messo in evidenza la dipendenza dell’Iraq dalle esportazioni attraverso il Golfo Persico.
Nel tentativo di diversificare le sue rotte di esportazione, il governo iracheno ha approvato a giugno piani per accelerare le esportazioni di greggio tramite la rete di oleodotti Kurdistan-Turchia, che triplicherà le spedizioni esistenti, passando da 220.000 barili al giorno a 770.000.
Questa nuova rotta offre un’alternativa attraverso il Kurdistan verso il porto mediterraneo di Ceyhan in Turchia. Una volta operativa a pieno regime, dovrebbe fornire un importante sollievo all’economia irachena, che nel 2025 ha visto il petrolio contribuire per il 53% al suo PIL reale, secondo la Banca Mondiale.
Inoltre, dati forniti a CNBC dal fornitore di intelligenza economica QuantCube Technology rivelano che le esportazioni complessive dell’Iraq sono praticamente scomparse dall’inizio della guerra, a causa della sua dipendenza geografica dallo Stretto di Hormuz.
L’indicatore di QuantCube misura il volume di tonnellate di portata morta in partenza dai porti iracheni e degli Emirati Arabi Uniti, fornendo una stima del peso del carico che le navi stanno trasportando.

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