Il Mercato Televisivo Italiano: Rai, Mediaset e Sky Dominano Mentre le Piattaforme di Streaming Crescono
In Breve
- Qual è la quota di mercato di Rai, Mediaset e Sky?
- Rai, Mediaset e Sky controllano il 67% del mercato televisivo italiano.
- Quanto è cresciuta la quota delle piattaforme di streaming?
- La quota delle piattaforme di streaming è cresciuta fino al 23,3%.
- Qual è la principale fonte di finanziamento del settore televisivo?
- Le offerte a pagamento rappresentano il 43,6% delle risorse del settore televisivo.
Il panorama televisivo italiano continua a essere dominato dai grandi gruppi tradizionali, con Rai, Comcast-Sky e Fininvest-Mediaset che insieme controllano il 67% del mercato. In particolare, Rai detiene il 26,6% del mercato, seguita da Sky con il 22% e Mediaset con il 18,5%. Tuttavia, l’emergere delle piattaforme di streaming ha segnato un cambiamento significativo, con la loro quota di mercato che è cresciuta fino al 23,3%, un aumento di 11 punti percentuali rispetto al 2021.
Il settore televisivo ha registrato ricavi totali di 8,9 miliardi di euro, con una crescita modesta dello 0,6%. Le offerte a pagamento, sia online che tradizionali, rappresentano la principale fonte di finanziamento, coprendo il 43,6% delle risorse. La pubblicità contribuisce con il 34,5%, mentre i fondi pubblici, incluso il canone Rai, rappresentano il 21,9% del totale.
Nonostante il predominio della televisione, il settore dell’editoria quotidiana sta attraversando una fase di crisi. La diffusione delle copie cartacee è scesa a 1,2 milioni al giorno, con un calo del 9,3% rispetto all’anno precedente. I ricavi delle imprese editoriali sono diminuiti del 7,9%, mentre quelli derivanti dalla vendita dei quotidiani, sia cartacei che digitali, hanno subito un decremento dell’8,7%. Anche i prodotti collaterali e la pubblicità hanno registrato contrazioni significative, rispettivamente del 23,6% e del 5,7%.
In questo contesto, i fondi pubblici sono diventati una risorsa sempre più importante, rappresentando quasi il 10% delle entrate del settore editoriale. Nel sistema integrato delle comunicazioni, i grandi gruppi tecnologici stanno acquisendo un peso crescente: Google contribuisce con l’11,8% delle risorse, posizionandosi subito dopo Rai, mentre Meta supera l’8%. La pubblicità online, che vale circa 7 miliardi di euro, ha registrato una crescita del 12,2%, in contrasto con i 5 miliardi della pubblicità sui mezzi tradizionali.
Un tema di crescente preoccupazione è l’impatto delle tecnologie di intelligenza artificiale. L’Autorità competente ha avvertito che le answer engines, che forniscono risposte sintetiche al posto di rinvii a più fonti, potrebbero ridurre la pluralità delle voci nel dibattito pubblico. Inoltre, la sintesi dei contenuti da parte delle piattaforme rischia di far perdere agli editori lettori, entrate pubblicitarie e abbonamenti. È stata segnalata alla Commissione europea la possibilità che l’uso di sintesi generate dall’IA senza consenso e adeguata remunerazione possa configurare un rischio per il pluralismo.
Per affrontare queste sfide, è in fase di avvio un tavolo volontario tra editori e piattaforme per discutere temi di trasparenza, utilizzo dei contenuti ed equa remunerazione, inclusa la regolamentazione delle applicazioni di IA generativa.
Nel settore delle telecomunicazioni, la copertura della tecnologia FTTH ha raggiunto il 77,6% delle famiglie a fine dicembre 2025, con un incremento di 6,9 punti rispetto al 2024. Tuttavia, la capacità di convertire l’infrastruttura disponibile in attivazioni reali rimane una priorità. Attualmente, la penetrazione delle linee a banda larga è di circa 32,9 linee ogni 100 abitanti, un valore che scende a 27,6 per connessioni con velocità commercializzate da 100 Mbit/s in su e a 11,8 per i collegamenti a 1 Gbit/s. Mentre la rete fissa continua a crescere (+7,2%), la rete mobile ha registrato una leggera contrazione (-0,6%), attestandosi poco sotto gli 11 miliardi di euro di ricavi.

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