Innovazione nei pannelli solari subacquei: la perovskite conquista le profondità marine
In Breve
- Cosa sono i pannelli solari subacquei in perovskite?
- Sono celle solari innovative in grado di operare fino a 10 metri di profondità, sviluppate per raccogliere energia anche in ambienti marini.
- Qual è l'efficienza di questi pannelli?
- L'efficienza di conversione di potenza è risultata appena sotto il 35% in laboratorio.
- Quali sono le potenziali applicazioni?
- Possono alimentare sensori, telecamere, sistemi di comunicazione e veicoli subacquei autonomi.
Un gruppo di ricercatori dell’Università di Yunnan ha recentemente realizzato un’importante innovazione nel campo dell’energia rinnovabile: celle solari in grado di funzionare fino a 10 metri di profondità. Queste celle, costruite in perovskite al bromuro di piombo e arricchite con il polimero polyhexamethylene guanidine hydrochloride, hanno dimostrato una notevole capacità di raccolta energetica. A profondità di 2 metri, hanno accumulato 1.416 mWh, mentre a 6 metri e 10 metri hanno raccolto rispettivamente 752 mWh e 324 mWh.
In laboratorio, l’efficienza di conversione di potenza delle celle si è attestata appena sotto il 35%. Questa scoperta è particolarmente significativa per l’industria marittima, poiché una serie di celle collocate a 10 metri nel Mar Cinese Meridionale è riuscita a ricaricare un pacco di batterie agli ioni di litio in sole due ore. Gli autori dello studio stimano che ogni dispositivo possa operare per circa cinque anni e mezzo, rendendolo una soluzione sostenibile per l’energia subacquea.
Le applicazioni di questa tecnologia sono molteplici. I ricercatori prevedono che le celle solari subacquee possano supportare energeticamente sensori, telecamere, sistemi di comunicazione e veicoli subacquei autonomi. Questo sviluppo potrebbe portare alla creazione di sistemi marini autosufficienti, alimentati da fonti rinnovabili, contribuendo così a una maggiore sostenibilità ambientale.
Tuttavia, ci sono ancora sfide da affrontare. Tra queste, l’accumulo di biomassa (biofouling) sulle celle, che potrebbe ridurre le prestazioni e richiedere interventi di pulizia periodici. Inoltre, è fondamentale considerare gli impatti ambientali di queste installazioni subacquee e come possano interagire con l’ecosistema marino.
In conclusione, la ricerca dell’Università di Yunnan rappresenta un passo avanti significativo verso l’integrazione delle energie rinnovabili nel settore marino, aprendo nuove strade per l’innovazione e la sostenibilità.

Le sfide dei produttori di barre in acciaio inox dopo la nuova salvaguardia Ue