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Rivoluzione nella medicina rigenerativa: il ruolo dei telomeri nella funzionalità delle cellule staminali ematopoietiche

redazione2 min
Ricercatori dell'Ifom di Milano in laboratorio

In Breve

Cosa ha scoperto il team dell'Ifom di Milano?
Ha dimostrato che l'inibizione del segnale di allerta dei telomeri danneggiati ripristina la funzionalità delle cellule staminali ematopoietiche.
Qual è il meccanismo utilizzato nello studio?
L'uso di oligonucleotidi antisenso telomerici per bloccare il segnale dei telomeri erosi.
Quali sono le implicazioni di questa ricerca?
Potrebbe aprire nuove possibilità terapeutiche per le malattie dei telomeri e il declino del sistema del sangue legato all'invecchiamento.

Rivoluzione nella medicina rigenerativa: il ruolo dei telomeri nella funzionalità delle cellule staminali ematopoietiche

Un team di ricercatori dell’Ifom di Milano ha recentemente pubblicato uno studio innovativo che potrebbe segnare un passo avanti significativo nella medicina rigenerativa. La ricerca ha dimostrato che l’inibizione selettiva del segnale di allerta attivato da telomeri danneggiati consente di ripristinare la funzione delle cellule staminali ematopoietiche, sia in modelli animali che in campioni umani.

Il meccanismo alla base della scoperta

Lo studio si concentra sul meccanismo di risposta al danno del DNA telomerico (tDdr), utilizzando oligonucleotidi antisenso telomerici (tAso). Questi sono stati progettati per bloccare il segnale prodotto dai telomeri erosi, senza interferire con le normali funzioni cellulari. I risultati ottenuti nei modelli murini di invecchiamento accelerato e in animali invecchiati naturalmente sono stati promettenti: il trattamento ha ridotto i segni di danno al DNA e di senescenza cellulare nei tessuti ematopoietici, migliorando così la composizione e la funzionalità delle cellule del sangue.

Risultati incoraggianti

Non solo gli animali trattati hanno mostrato una risposta più efficace a una vaccinazione, ma risultati simili sono stati osservati anche nelle cellule staminali del sangue prelevate da individui anziani sani. Questa scoperta è di particolare rilevanza, considerando che le malattie dei telomeri, come la discheratosi congenita, sono associate a insufficienza midollare, immunodeficienza e un aumentato rischio di tumori. Attualmente, l’unica terapia potenzialmente risolutiva è il trapianto di cellule staminali ematopoietiche, che non corregge tutte le manifestazioni della malattia.

Nuove prospettive terapeutiche

Gli autori dello studio sottolineano che il tDdr non è solo una conseguenza del danno telomerico, ma contribuisce in modo causale al declino della funzione ematopoietica e dell’immunità. Intervenire su questo segnale potrebbe aprire nuove possibilità terapeutiche per le malattie dei telomeri e per il declino del sistema del sangue legato all’invecchiamento.

Collaborazioni e sostegno alla ricerca

Lo studio è stato reso possibile grazie al sostegno di Fondazione Telethon, del Consiglio europeo della ricerca, del Centro nazionale per lo sviluppo di terapie geniche e farmaci con tecnologia a RNA e di Age-It, parte del Pnrr. Alla ricerca hanno collaborato gruppi impegnati in analisi istopatologiche, studi su campioni umani e test funzionali.

Prossimi passi

“Il momento più entusiasmante è stato vedere le staminali del sangue recuperare la capacità di produrre nuove cellule e sostenere il sistema immunitario”, ha dichiarato Alessia Oppezzo, prima autrice dello studio. Fabrizio d’Adda di Fagagna ha aggiunto che il prossimo passo sarà dimostrare la trasferibilità di questo approccio all’uomo, un obiettivo che potrebbe rivoluzionare il trattamento delle malattie legate all’invecchiamento e alla funzionalità del sistema ematopoietico.

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