Lavoro

Interoperabilità dei Servizi Pubblici Digitali: Le Proposte dei Tributaristi Europei

redazione2 min
Interoperabilità dei servizi pubblici digitali in Europa

In Breve

Qual è l'obiettivo della consultazione pubblica della Commissione europea?
Discutere la revisione del Quadro europeo di interoperabilità per i servizi pubblici digitali.
Quali sono le tre priorità indicate dall'Int?
Superare la frammentazione locale, integrare l'IA e ridurre i costi di conformità.
Qual è il potenziale risparmio economico stimato per le imprese?
Tra 5,7 e 19,2 miliardi di euro grazie all'interoperabilità transfrontaliera.

Il presidente dell’Istituto Nazionale Tributaristi (Int), Riccardo Alemanno, ha recentemente partecipato a una consultazione pubblica organizzata dalla Commissione europea. L’obiettivo era discutere la revisione del Quadro europeo di interoperabilità per i servizi pubblici digitali, un tema di grande rilevanza per i professionisti fiscali e le imprese che assistono.

Alemanno ha sollevato preoccupazioni riguardo alle possibili ricadute di questo nuovo quadro, sottolineando tre priorità fondamentali che l’Int ritiene essenziali per un’efficace implementazione: superare la frammentazione locale e semplificare le procedure, integrare l’intelligenza artificiale garantendo la sovranità dei dati e puntare all’impatto economico attraverso la riduzione dei costi di conformità.

Attualmente, la disomogeneità nell’interoperabilità genera inefficienza e complessità, comportando costi procedurali elevati. Per i tributaristi, questo si traduce in maggiori difficoltà operative, con evidenti disparità tra le amministrazioni centrali e quelle locali. In particolare, la gestione della fiscalità locale risulta complicata dalla necessità di confrontarsi con standard diversi per ogni ente.

L’Int ha quindi sollecitato che il nuovo quadro di interoperabilità non sia visto come una serie di iniziative tecniche isolate, ma come una caratteristica strutturale. È fondamentale promuovere il riutilizzo di soluzioni e modelli digitali a livello europeo, nazionale, regionale e locale.

Inoltre, l’orientamento verso un’interoperabilità “pronta per l’IA” e l’integrazione di tecnologie emergenti potrebbe facilitare processi come la precompilazione e i controlli automatizzati, rendendo i dati fiscali e finanziari più fluidi e riducendo i margini di errore. Tuttavia, Alemanno ha anche richiamato l’attenzione sulla necessità di proteggere la privacy e la sicurezza dei dati sensibili, sottolineando l’importanza di rispettare normative come quelle previste dalla legge 4/2013.

Un altro aspetto cruciale è il potenziale risparmio economico per le imprese, stimato tra 5,7 e 19,2 miliardi di euro grazie all’interoperabilità transfrontaliera. Questo risparmio deriverebbe dalla diminuzione degli oneri amministrativi e dei costi gestionali, permettendo ai tributaristi di concentrarsi maggiormente sulla consulenza strategica e sulla pianificazione fiscale.

In conclusione, l’Istituto Nazionale Tributaristi ritiene che il futuro quadro europeo debba fornire orientamenti operativi chiari e standardizzare i canali di trasmissione dei dati fiscali e finanziari. È fondamentale coinvolgere stabilmente le associazioni di rappresentanza dei professionisti nella governance e nei progetti, promuovendo un ecosistema europeo integrato e interoperabile fin dalla fase di progettazione.

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